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Gender equality – donne e tech, pregiudizi e ignoranza

Quando si parla del binomio “donne e tecnologia”, aleggiano molti pregiudizi e vera e propria ignoranza – nel senso letterale di “non sapere nulla” – sul tema.

di Adriana Biase

pubblicato il 27/04/2022

#Pink Academy #Recruitment #Gender equality #Donne e tech

Tempo di lettura: 5 minuti

Donne nell’ICT: ecco cosa facciamo per l’uguaglianza di genere

Netgroup lancia “Pink Academy” la prima campagna in Italia di Recruitment per le donne sulle professioni ICT e STEM

Start

Lo sapevate che… le donne sono state pioniere dell’high-tech?

Ciò che infatti la maggior parte delle persone non sa, è che le donne sono state delle vere e proprie pioniere del Tech ed in particolar modo della programmazione a livello mondiale. Tra il Regno Unito e gli Stati Uniti, già negli anni ’30, era assolutamente normale per le donne studiare matematica e lavorare poi nel settore informatico. Basti pensare, ad esempio, a Mary Allen Wilkes, informatica statunitense che viene oggi universalmente riconosciuta come pioniera del software, specialmente per ciò che concerne il suo contributo allo sviluppo di quello che sarebbe diventato il Personal Computer.

È anche il caso di Jean Jennings Bartik e il suo gruppo noto come “computer-girls”, donne che nella prima metà del ‘900 sono diventate tra le prime programmatrici del computer ENIAC e che hanno lavorato nelle più prestigiose compagnie informatiche dell’epoca.

Questions

La domanda che sorge spontanea è:
e poi, cos’è successo?

Come riportato da Idem – Mind The Gap, la risposta non è poi così tanto astrusa: col passare degli anni, la programmazione venne riconosciuta come materia intellettualmente faticosa, gli stipendi aumentarono e di conseguenza diventò argomento d’interesse per gli uomini, che cominciarono a scoraggiare l’assunzione di donne formando loro stessi organizzazioni professionali di prestigio. Da qui l’avvio di un processo che ha messo radici profonde nella mentalità culturale e sociale che caratterizza il contesto attuale, dove le donne che hanno accesso alle tecnologie sono in numero molto inferiore rispetto agli uomini (secondo l’ITU, agenzia dell’ONU specializzata in ICT, almeno 250 milioni in meno).

Answers

Netgroup e le strategie per l’inclusività
delle donne nell’ICT e nelle materie STEM

Cosa fare quindi? Ottima domanda. Diverse aziende nel corso del tempo hanno cominciato a dare vita a grosse campagne pubblicitarie di sensibilizzazione sul tema, che, nella maggior parte dei casi, hanno più avuto la parvenza di una sorta di “women-washing”, ovvero, detto in parole povere, “tutto fumo niente arrosto”.

Netgroup si è posta, all’inizio di quest’anno, una grande sfida: creare la prima campagna di recruitment in Italia dedicata esclusivamente alle donne. Il nostro progetto prende il nome di Pink Academy e l’obiettivo è trasformare il maggior numero di donne in professioniste del mondo digitale, coltivandone la passione e dando loro la possibilità di esprimersi nel settore di loro interesse.

Vuoi partecipare? Vuoi parlare con i nostri Recruiter? Scrivici qui:

Outcomes

Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

Ce la faremo? Dipende anche da te, che stai leggendo quest’articolo. “Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”, diceva Gandhi, ricordando il potere positivo dell’informazione e della possibilità che ognuno di noi ha di avere un ruolo primario nell’influenzare il prossimo, trasmettendo valori e ideali positivi.

Ecco, è con questo monito che mi sento di chiudere quest’articolo: abbandonate i pregiudizi e aprite gli orizzonti. Il gender gap è una piaga ancora troppo radicata nel mercato del lavoro e in particolar modo nel settore IT, ma le cose stanno cambiando: insieme si può fare la differenza, promuovendo l’inclusività femminile e stimolando la partecipazione delle donne a corsi di formazione professionali nel mondo ICT e nelle discipline STEM.