L’Osservatorio sulla #Cybersecurity di Netgroup, attraverso il sistema Horus e le sue capacità di correlazione avanzata dei segnali di minaccia, ha individuato e seguito in tempo reale una significativa campagna di attacchi DDoS (Distributed Denial-of-Service) diretta contro alcune delle principali piattaforme internazionali dei settori di viaggio. L’attività di osservazione ha consentito di intercettare con anticipo diversi indicatori preparatori dell’offensiva, offrendo una visione tempestiva dello scenario.
A partire dalle prime ore del 19 aprile 2026, il gruppo hacktivista 313 Team ha avviato una serie di azioni coordinate contro portali ad alta esposizione pubblica e fortemente dipendenti dalla continuità dei servizi online. Tra gli obiettivi emersi figurano Orbitz e Travelocity, colpiti simultaneamente alle 15:58 UTC, mentre Cinemark avrebbe registrato malfunzionamenti dei propri servizi digitali a seguito di un attacco concentrato sulle funzionalità web maggiormente utilizzate dagli utenti. Anche Yelp è comparso tra i target segnalati fin dalle prime ore della giornata.
Secondo gli elementi raccolti, l’azione non appare isolata ma inserita in un contesto più ampio di convergenza tra ecosistemi hacktivisti internazionali, con possibili sinergie operative tra attori dell’area russa e mediorientale. L’obiettivo sembrerebbe essere quello di amplificare l’interruzione dei servizi occidentali attraverso campagne simultanee ad alto impatto mediatico.
Tra il 15 e il 18 aprile, Horus aveva già rilevato una sequenza di attività compatibili con la preparazione di una campagna coordinata. Nei giorni precedenti agli attacchi sono emerse conversazioni operative all’interno di canali Telegram chiusi, elemento spesso indicativo di coordinamento tra attori ostili. Parallelamente, è stata osservata la riattivazione di specifici nodi infrastrutturali comunemente impiegati nelle campagne di saturazione del traffico di rete. A completare il quadro, sono state registrate attività di probing e scansioni sospette su oltre 12.000 sistemi, riconducibili a una fase preliminare di ricognizione finalizzata alla selezione e validazione dei bersagli da colpire.
Il 313 Team: attivismo informatico e ritorsione digitale
Identificato in alcune comunicazioni come una diramazione della Islamic Cyber Resistance in Iraq, il 313 Team è un gruppo di hacktivisti filo-iraniani che opera su scala internazionale. Le sue azioni si collocano all’interno di una strategia di ritorsione digitale, condotta in parallelo a dinamiche di conflitto più tradizionali, e mirano a colpire bersagli simbolici e infrastrutture digitali legate a Paesi percepiti come avversari strategici dell’Iran.
Le modalità operative del 313 Team si distinguono per un impiego sistematico e coordinato di strumenti digitali offensivi, finalizzati a massimizzare l’impatto politico e simbolico delle proprie azioni. Tra le tecniche principali impiegate figurano:
- DDoS ad alta intensità: attacchi con volumi di traffico elevatissimi, dell’ordine del terabyte, mirati a saturare i server di piattaforme e siti web collegati a figure o istituzioni politiche di rilevanza internazionale.
- Target strategici selettivi: i bersagli sono spesso riconducibili a leader politici, strutture governative o simboli del potere occidentale, in particolare statunitense, scelti in base a eventi geopolitici o decisioni militari considerate ostili.
- War messaging e propaganda ideologica: diffusione di rivendicazioni attraverso canali pubblici, principalmente Telegram, accompagnate da messaggi intimidatori o propagandistici indirizzati a governi, autorità e leader, al fine di rafforzare l’impatto comunicativo delle azioni condotte.
L’Osservatorio sulla Cybersecurity di Netgroup continuerà a monitorare la situazione e fornirà aggiornamenti non appena saranno disponibili ulteriori informazioni.
Osservatorio Netgroup Cybersecurity
Team Humans for Cybersecurity
