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Comune di Saviano Provincia di Napoli |
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E' il 1979, a S Erasmo, il maestro Nicola Strocchia, forse anche per una sorte di deformazione professionale, ma certamente animato da un desiderio profondo di veder vivere anche un momento di trasgressione come quello di carnevale in spirito di amicizia e con sana gioia, sperando più che prevedendo i possibili sviluppi, innesta un meccanismo che di anno in anno si è arricchito di ingranaggi fino a travolgere - giocattolo entusiasmante e coinvolgente - masse di cittadini sempre più grandi.Dal 1979 ogni anno è esplosa sempre più sincera, sempre più viva e sempre più coinvolgente la gioiosa vitalità del popolo savianese, fermata solo nel 1991 dalla "pazzia della guerra" nel Golfo Persico. Il CARNEVALE SAVIANESE si è venuto quindi caratterizzando anno dopo anno in maniera sempre più spettacolare: Ai carri dei primi anni - solo piccole costruzioni arrangiaticce, fatte di piccoli rimorchi con pannello disegnato o una forma sagomata fissa di piccole dimensioni o un semplice complessino dal vivo - si sono venuti sostituendo nel tempo costruzioni sempre più valide sotto il profilo allegorico e più pertinenti in riferimento al complesso simbolismo del Carnevale.
Le "sfilate" dei primi tre anni se pure non muovono grandi masse di cittadini hanno almeno il merito di suscitare curiosità e sollecitano una sorte di riflessione collettiva, esse sono solamente uno spettacolo che incuriosisce e non rappresentano ancora un autentico appuntamento atteso e preparato.Nei due anni successivi per quanto la Pro Loco abbia assunto la direzione organizzativa della manifestazione (anno 1982), il Carnevale è ancora, come dire, uno "spettacolo da vedere" e non un "momento da vivere" per la maggior parte dei cittadini; non vi è ancora un radicamento di tipo rionale, e tutto e ancora basato sull'improvvisazione o sulla partecipazione all'ultimo momento ad una "sfilata" più o meno spettacolare, ma scarna e non coordinata. Nel 1984 l'effetto Pro Loco comincia a concrettizzarsi in un'organizzazione decisamente più articolata e la manifestazione si arricchisce non solo per numero di carri - sette inseriti nel programma ufficiale, ma soprattutto per la loro qualità, la loro grandezza e per tutta una serie di coreografie e di spettacoli aggiunti come quelli preparati dalle scuole, dalla stessa Pro Loco con la "compagnia teatrale" (allora a Saviano c'era ancora una sala cinematografica) e ancora i momenti di intrattenimento collettivo a suon di musica negli spazi, allora liberi, dell'ex orfanotrofio Pietro Allocca.
Momento di svolta in un certo senso per il CARNEVALE SAVIANESE e il 1985 quando la Pro Loco coinvolge l'Amministrazione Comunale e Provinciale e promuove il primo manifesto Simbolo del Carnevale. La creazione artistica di Vittorio Avella raffigura una delle tradizioni popolari del territorio: "il laccio d'amore", chiamata "a'ndrezzata". Al di là del valore artistico della raffigurazione, il manifesto però appare limitato dal punto di vista simbolico, il suo contenuto, cioè, risulta poco rappresentativo in riferimento ad un fenomeno complesso e variegato come quello del Carnevale. Dal 1986 il radicamento ai rioni si fa sempre più sensibile e i carri si identificano sempre più con un territorio particolare: S. Erasmo, Sirico, Teglia, Masseria Trocchia, P.R.S. (che in qualche modo identifica il centro storico). ![]() Siamo nel 1987, ormai il Carnevale ha smesso quasi del tutto il suo carattere di spettacolo da vedere e coinvolge attivamente masse sempre più numerose di cittadini, siano essi in "maschera carnevalesca" o in "maschera abituale" , con macchine fotografiche, o con cineprese, sopra i carri, avanti o indietro. Nel 1988 troviamo anche l'estrema periferia coinvolta attivamente nella manifestazione - Cerreto Aliperti si presenta ai cittadini del centro con il suo "folklore napoletano" - e mentre qualche rione già si prepara al così detto decennale (Radio Arci S Erasmo 1979-1989) il Carnevale si arricchisce sotto il profilo artistico attraverso il significativo manifesto - simbolo che l'artista savianese Felix Policastro ( membro della Pro Loco) ha ideato e prodotto gratuitamente su proposta dell'amministrazione Comunale.
Il suo e veramente un manifesto " simbolo" del carnevale in quanto ne cog1ie i diversi aspetti e soprattutto ne esprime i più profondi significati.Il carnevale in fondo rappresenta l'irrinunciabile tentativo dell'individuo di rigenerarsi, la sua voglia contro ciò che opprime, il vano tentativo di scacciare tristemente ineluttabile, il profondo desiderio del cambiamento, l'intimo bisogno del nuovo; e allora ecco il CARNEVALE, titanico tentativo di capovolgimento del reale, un'illusione che col mascheramento che è trasformazione, alienazione, trasfigurazione, immedesimazione, personificazione, etc. diventa reale sia pure per un momento; la "maschera", elemento " magico", nello spazio di una festa, trasforma il nostro essere, favorisce l'illusione, ci permette di scaricare frustazioni e tensioni, ci aiuta a esorcizzare ansie e paure; ma e solo un'illusione: è immensa la negatività del reale e la maschera è troppo piccola rispetto all'immane oscuro che domina la vita - quella maschera che rappresenta il tentativo del singolo, solo, impotente, di fronte al grande "nero" che la circonda da ogni parte dominando il tutto. Dove però fallisce il tentativo del singolo - la maschera singola - riesce invece il corale desiderio, la concomitante trasfigurazione, il collettivo mascheramento, "l'insieme illusorio" variamente espresso - la striscia variopinta che in qualche modo rompe la continuità oscura, annulla il reale negativo ed esprime la vittoria totale e completa dell'illusione: il Caleidoscopio dei colori - 1 'insieme - interrompe il nero della vita, ne rappresenta una momentanea sospensione, una momentanea vittoria resa possibile dal fatto che tutti unitamente e contemporaneamente hanno come forzato il loro essere e hanno costruito tutti insieme una realtà nuova, diversa, i colori della propria illusione. Esplicito il messaggio di ottimismo che trapela dal manifesto: ci conforta quella consapevolezza che comunque la gioia di un momento festoso potrà interrompere la continuità negativa del male e riconsegnare, almeno una volta all'anno, l'anima alla speranza; quasi un "semel in anno licet insanire" intriso di speranza, essenziale atto consolatorio. Possiamo quindi dire che il 1988 segna un'ulteriore caratterizzazione del nostro carnevale: all'incirca in questo periodo avviene però anche un passaggio delle consegne - sui generis -, la Pro Loco cessa di coordinare direttamente la manifestazione che in qualche modo, attraverso un comitato di coordinamento, l'Amministrazione Comunale ha fatto propria. La festa in tanto pone d'autorità la sua candidatura tra le manifestazioni, più significative di carnevale nell'hinterland nolano e finanche provinciale. Il 1989 e l'anno del decennale del carro Radio Arci che ripropone il tema del carro del 1979 - Masaniello - mentre intanto i carri sono sette accompagnati da trenini ed altri elementi coreografici. L'edizione del 1990 è particolarmente vivace: intanto i carri sono addirittura nove, e tra i nove carri troviamo quello realizzato dagli alunni della scuola media Antonio Ciccone i quali propongono il tema dell'Europa unita, un messaggio di unità e di pace all'indomani della caduta del muro di Berlino e della fine della guerra fredda. Nel 1991 come già detto la manifestazione subisce una sospensione forzata per le note vicende legate alla guerra nel Golfo Persico. Sarà stato l'effetto della pausa o la naturale evoluzione del fenomeno, fatto sta che l'edizione del 1992 appare assai ricca e coinvolgente: in qualche modo si caratterizza per un maggiore radicamento rionale tanto che troviamo in cartellone i seguenti partecipanti: S Erasmo: Rondò veneziano, Rione Croce: Pinocchio, Comitato la Vittoria: Musica e, Cerreto Aliperti: La notte di Helloween, amici del carnevale-Capoccia: Radio Arci-S Erasmo: liscio; Teglia-Quelli della notte-Colpo grosso; Punto Radio, Saviano-Fantasia; Sirico-Walt Disney. Come si vede tutti i rioni tradizionali sono rappresentati ed in grande stile come quello della croce che fa il suo esordio ufficiale nella sfilata dei carri. Siamo così arrivati al 1993 altro anno importante nella crescita della manifestazione e per due presenze significative: quella di Fressuriello non e certo la prima volta in assoluto, questa volta però si presenta come realtà rionale ben distinta e lo fa in maniera assolutamente significativa e simpatica; quelli della Piazzetta (AGM) è certamente un'esperienza assai coinvolgente e importante se non altro per il fatto che i giovani danno la dimostrazione concreta di capacità e di creatività lanciando un importante messaggio a tutti i comitati: essi infatti realizzano in loco personalmente il loro magnifico carro, articolato e ricco di luci, utilizzando le proprie energie senza trasferire altrove le proprie risorse. Viene tra l'altro tentata, dopo quella sintetica del prof. Donato Allocca, una ricostruzione storica della festa ad opera degli alunni del corso G della Scuola Media "A Ciccone" coordinati dal prof. Felice Falco attraverso la pubblicazione di un giornalino dal titolo "Coriandoli" che fa un pò il punto sugli aspetti più importanti dell'Associazione comunale Carnevale e su alcune tipiche tradizioni locali intanto però manca ancora un'organizzazione super partes che abbia il compito istituzionale di coordinare le manifestazioni dei vari comitati che cominciano ad essere tanti, infatti oltre al rischio dell'improvvisazione da parte di gruppi organizzati autonomamente sono già reali e di fatto frammentazione negli stessi rioni (la Piazza già esprime il Comitato P.R.S e il Comitato La Vittoria), il rione Teglia è rappresentato da Quelli della notte e dal Comitato W la TV. Di recente è stata istituita dall'Amministrazione Comunale l'Associazione Comunale Carnevale: non sarà certo un compito facile quello di mettere ordine in una situazione che è stata lasciata per troppi anni abbandonata a se stessa o è cresciuta all'ombra della Pro Loco in qualche modo accettata come coordinatrice da tutti i Comitati e poi di fatto estromessa dall'Amministrazione Comunale; però una regolamentazione oculata ed attenta rappresenta un atto importante perché la manifestazione si incanali lungo quei binari direttivi ed organizzativi che possono farla decollare tanto a livello provinciale ma anche a livello regionale e anche nazionale.
A cura degli alunni |
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