FIERE
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PROLOCO - Nola
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Fiera di S. Felice
La Fiera di S. Felice si svolge a Nola (NA) il ogni 15 novembre ed dura circa una settimana.
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Come si arriva a Nola: |
In auto: Uscita Nola dell'A30 e A16 - S.S. 7 bis
In treno:Circumvesuviana Nola-Baiano |
Da A. Minieri - Compendio della terra di Nola - Nola, 1973.
SAN FELICE MARTIRE - Fra i Martiri che diedero la vita per il
trionfo del Cristianesimo, ai tempi del Preside Marciano, in Nola, fu
S. Felice, Primo Vescovo della Città e Protettore della stessa. Felice
nacque in Nola verso la metà del 1° secolo d.C., da poveri genitori, ma
che avevano allevato il giovanetto nell'amore e timore di Dio. In quel
tempo imperversava in Nola il barbaro Preside Marciano, della Campagna
Felice, spietato persecutore di Cristiani, mentre era Governatore
della Città Archelao. Un venerdì, mentre il giovanetto Felice tornava
dalla pesca, gli si fecero incontro due cittadini, Demostene ed Alessandro,
che, perchè indemoniati, erano stati legati con catene, ma erano
riusciti a sciogliersi e fuggire, e si stavano appunto dirigendo verso di
lui. Il giovanetto Felice, levò gli occhi al cielo e fece una preghiera al
Signore, che lo esaudì facendo stramazzare ai suoi piedi i due esseri,
che come liberati da uno spirito malvagio, dopo un pò si levarono da
terra storditi e chiesero grazia al Santo elevando lodi al Signore; Archelao,
che assisteva da spettatore a questa scena, rimase attonito e
lasciò andare Felice a casa. Ma il giorno dopo il Governatore, istigato
dai sacerdoti del Tempio pagano, fu costretto a far arrestare Felice e a
portarlo in tribunale; ivi fu interrogato e chiesto se fosse per
caso un mago od un diavolo, al che S. Felice rispose che egli adorava
l'unico e vero suo Dio: Gesù Cristo. A questo punto Archelao fece con-
durre San Felice nel Tempio pagano, pieno di idoli ed altari arrossati
dal sangue delle vittime, il Santo elevò una preghiera al Signore, affinchè
convertisse i pagani e precipitasse nel nero inferno il Tempio,
non terminò la preghiera che neri nubi si addensarono nell'aria, orribili
saette guizzarono, tuonò e tremò la terra, le costruzioni ondeggiarono ed
una profonda voragine inghiottì il Tempio e tutti i pagani che l'occupavano.
Alla miracolosa caduta del Tempio, Archelao, pieno di meraviglia e timore,
si gettò ai piedi del perseguitato San Felice e gli chiese umilmente perdono,
implorandolo, affinchè gli desse il Battesimo con le sue mani; Felice
fu fatto in tal modo, dalla popolazione convertita, Vescovo di Nola.
Dopo otto anni convertì anche il Re di Persia, guarendone il figlio
indemoniato, e che ricevette il Battesimo dallo stesso San Felice.
Nell'anno 95, l'imperatore Domiziano, superando in crudeltà Nerone,
mosse una feroce persecuzione contro i Cristiani, uno dei suoi spietati
esecutori in Nola fu il Prefetto Marciano, che gettò S. Felice, dopo
averlo imprigionato, in una fossa di leoni, che con meraviglia degli
astanti indietreggiarono dinanzi al Santo. Non contento di ciò Marciano
lo fece gettare, dopo averlo incatenato, su di una fornace ( sita nel
Nolano Cimitero) di carboni ardenti: nello stesso tempo si vide un
angelo dal cielo calare in suo aiuto, e scioglierlo dalle catene che lo
tenevano avvinto, mentre una pioggia fitta spegneva del tutto il fuoco.
Dopo questa prova, il Preside, convinto che S. Felice fosse posseduto
dal demonio, lo fece appendere a degli uncini con la testa in giù per tre
giorni e dopo averlo tormentato con inifinite torture, lo fece infine
decapitare dai suoi soldati; era il 15 novembre del 95 D. C. Il corpo però
fu preso di nascosto da un sacerdote greco, chiamato Elpidio, che lo
trasportò segretamente in Città e lo ripose in una nicchia dietro il
Tempio di Giove, sulla quale in seguito fu edificata una Cappella,
che ingrandita diventò la Cattedrale di Nola, nel cui succorpo riposano
leossa del Santo e dalle cui spoglie dopo circa 18 secoli, scaturiva una
linfa, chiamata « Manna di S. Felice », nei giorni 20 ottobre, giorno della
Consacrazione della Basilica, 15 novembre giorno della festività di S.
Felice, e nell'ottava; come ancora il 27 dello stesso mese, nel quale si
solennizza il martirio dei 30 Compagni di S. Felice, nella confessione e
nella morte. Da questa manna anticamente i Nolani traevano gli auspici,
circa l'abbondanza o meno dei raccolti agricoli.
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