LUOGHI DA VISITARE
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da visitare. Grazie!
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Il Convento e la Chiesa di S. CHIARA VECCHIA Nola
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Come si arriva a Nola: |
In auto: Uscita Nola A30 e A16 - S.S. 7 bis
In treno:da Napoli/Circumvesuviana Nola-Baiano |
Le vicende del Monastero di S. Chiara sembrano identificarsi con quelle delle
monache francescane che sin dall'inizio l'abitavano. La sua fondazione
è contemporanea a quella di S. Chiara in Napoli, che fu cominciata dal Re
Roberto d'Angiò intorno al 1310. Il Monastero fu costruito sotto il
patrocinio del Conte Roberto Orsini e del Vescovo nolano Pietro V.
Questa chiesa ha una sola navata rettangolare in fondo alla quale si apre
l'abside. Il materiale usato per la costruzione è il tufo. La facciata
della chiesa era liscia e al di sopra della porta vi era una finestra di
forma rettangolare ed in alto un'altra di forma circolare. Tutti gli
affreschi, molti dei quali sono fattura di artisti di provincia, sono
sfioriti e maltrattati dall'azione distruggitrice del tempo e degli uomini.
Staccati dal muro e restaurati dalla Sopraintendenza dei Monumenti, non
sono stati collocati nel posto originario. Nel chiostrino trecentesco,
a destra della navata, vi è affrescato S. Giovanni Evangelista ed il
Battista, databili al sec. XVIII; una Madonna col Bambino della scuola
senese (1390); un gigantesco S. Cristoforo attribuito a Pietro Cavallini;
una Crocifissione (1380) tra la Madonna, S. Giovanni, S. Francesco e S.
Chiara. Nel comunichino, adiacente all'abside, si stendeva un affresco sotto
forma di polittico rappresentante la Madonna dell'Umiltà con i Santi
Francesco, Chiara, Agnese e Luigi da Tolosa, attribuito a Simone Martini di
cui si può ammirare uno simile nella chiesa di S. Domenico Maggiore in
Napoli. Si trovavano ancora due affreschi rappresentanti episodidella vita
di S. Chiara: la Santa moribonda attribuito a Roberto Oderisi, e S. Chiara
che guarisce Suor Benvenuta.
Sulle pareti della navata e dell'abside vi erano vari affreschi tra cui:
una Crocifissione, attribuibile all'ultimo periodo giottesco; una Madonna
col bambino, attribuita al Tolentino; un grande affresco raffigurante Santa
Caterina d'Ungheria (attribuito anch'esso al Tolentino). Infine sul coro
grande un trittico raffigurante una Crocifissione con quattro figure ai lati:
una delle più pregevoli opere che Nola possiede.
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