17 febbraio 2000
Quattrocentesimo anniversario della morte di
GIORDANO BRUNO
(Nola 1548 - Roma 1600)
Filosofo Nolano
A quindici anni vestì l'abito domenicano e fu ordinato sacerdote nel 1572. Sotto processo per eresia, si rifugiò a Roma,
ma l'aggravarsi del processo lo spinse a deporre l'abito. Pellegrinò per
l'Italia, la Francia e la Svizzera e a Ginevra aderì alla chiesa calvinista frequentando i corsi di teologia. Ben presto però si ribellò ai suoi
professori e, giudicato dal Concistoro, fu costretto ad abbandonare la
città. Riparò a Parigi, dove Enrico III lo inviò in Inghilterra come addetto all'ambasciata di Francia. A Parigi aveva pubblicato il
Cantus Circaeus, il Sigillus Sigillorum, il De Umbris idearum; in Inghilterra diede alle stampe La cena delle ceneri, De la causa, principio e Uno, De l'infinito, universo e mondi, Lo spaccio della bestia trionfante, La Cabala del Cavallo Pegaseo, L'Asino Cillenico, Degli eroici furori (1584-85. Nel 1590 è a Francoforte, intento alla pubblicazione del De Minimo, del De Monade, del De immenso et innumerabilibus e del De imaginum compositione.
Passò poi a Venezia inviatovi dal patrizio Mocenigo, ma questi,
deluso dagli insegnamenti di Bruno, lo denunciò agli inquisitori veneti,
che lo consegnarono al Santo Uffizio. Gli inquisitori romani lo tennero in
prigione per sette anni senza riuscire a farlo ritrattare. Condannato come
eretico impenitente, fu arso vivo il 17 febbraio 1600 a Roma in Piazza dei Fiori.
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