Questa grande professionalità della gente di mare isolana, anche per la crisi del settore, si sta cercando di riconvertirla e utilizzarla verso un "turismo nautico", collegato alle tradizioni culturali e alle bellezze paesaggistiche dell'isola.
Ecco quindi il progetto, in via di completamento, di un porticciolo turistico a Marina Grande con 500 posti barca; ecco la promozione e l'organizzazione di una serie di manifestazioni folcloristiche e culturali:
- il Festival del Mediterraneo a Giugno
- la Sagra del Mare con l'elezione della Graziella a fine luglio
- i Portoni Aperti a metà agosto
- il Premio Letterario dedicato ad Elsa Morante, giunto alla X Edizione, nel mese di settembre.
Un momento importante per l'isola è la Settimana di Pasqua. Nelle otto Parrocchie vengono celebrati antichi riti religiosi (lavanda dei piedi, benedizione dell'acqua, vie crucis rionali). Il Giovedì Santo c'è la processione degli Apostoli incappucciati per tutta l'isola; e il Venerdì Santo la grande processione dei Misteri.
Sono questi rappresentazioni iconografiche in legno e cartapesta raffiguranti episodi della vita e della morte del Cristo, costruite e portate in processione dai giovani isolani, insieme alla statua del Cristo Morto velato.
E' una processione che richiama nell'isola migliaia di turisti anche stranieri per la grande emozione che suscita e la partecipazione corale di tutto il paese.
Una citazione a parte merita anche l'elezione della Graziella.
Graziella è l'eroina dell'omonimo romanzo scritto dal francese Alphonse Lamartine, naufragato nell'isola.
Figlia di pescatori, s'innamora dello scrittore, e muore d'amore quando Alphonse è costretto a ritornare in Francia per i suoi impegni politici.
La "Graziella" rappresenta quindi l'immagine tipica della ragazza di Procida: mediterranea, solare, semplice e bella. Le ragazze che partecipano al Concorso indossano il caratteristico vestito procidano antico alla greca finemente ricamato in oro, di cui molte famiglie conservano ancora autentici esemplari.
Il Premio Letterario dedicato ad Elsa Morante prende spunto dal romanzo L'Isola di Arturo, scritto ed ambientato a Procida dove la scrittrice era solita venire insieme all'allora marito Alberto Moravia.
Insomma il turismo a cui Procida aspira lo si potrebbe definire "un turismo dal volto umano".
Nel senso che l'isola punta ad un soggiorno sereno e ritemprante, basato sulla qualità della vita che significa riposo, ristoro, buona cucina, ecologia, culture.
Ecco perciò il blocco del traffico per diverse fasce orarie in tutto il territorio, l'organizzazione di concerti e manifestazioni, la pulizia delle spiagge e del mare.
A Procida si può gustare il pesce fresco ogni giorno. Ci sono circa 15 pescherecci che portano quotidianamente a riva pesce semplice e pregiato.
Lo si compra direttamente al Porto di Marina Grande nel primo pomeriggio. C'è n'è per tutti i gusti e tutte le tasche. Si va dalle economiche "Cicarelle" e dalle alici, alle splendide orate e mazzancoglie.
Un altro prodotto tipico procidano sono i limoni giganti. Grandi come cedri vengono gustati con sale o zucchero oppure in una autentica insalata, in cui prevale la cipollina fresca, la menta e il peperoncino.
Con questa ricetta semplice e bella - mare, cultura, ecologia - Procida sta cercando di costruire il suo futuro economico e sociale.
Non ha grandi alberghi come Ischia e Capri. I posti letto delle Pensioni familiari e dei piccoli alberghi sono appena 200. Si possono fittare un migliaio di appartamenti, specie nei mesi estivi. E pur sforzandosi di migliorare ed accrescere le strutture ricettive (il grande sogno è il riutilizzo del vecchio Carcere di Terra Murata, dismesso nel 1986, anche per non sacrificare altra parte del suo minuscolo territorio), Procida spera di riuscire a crearsi uno spazio nell'attuale, agguerrito mercato turistico; perché sa di possedere un patrimonio importante: l'umanità del suo ambiente e della sua gente. Un patrimonio che a confronto delle più famose Ischia e Capri - ci consente di dire che Procida è una Cenerentola che è Regina!
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